microfin4.jpg

Microfinanza

Come e dove fare Microfinanza

Moltissimi sono i progetti di Microfinanza realizzati fino ad oggi, ovunque nel mondo. Molti di essi hanno avuto successo, altri sono falliti. Tutti costituiscono una base di esperienze utili per comprendere la natura delle dinamiche in gioco e migliorare l'efficacia di questo prezioso strumento.

La Microfinanza oggi è un settore dalle potenzialità infinite ed è insieme un universo composito, che pone domande più di quanto non offra risposte certe sul dove e sul come può venire applicato. Ad esempio, lavorare con progetti di microfinanza in contesti caratterizzati da stabilità sociale e tessuto economico con buone potenzialità di sviluppo, ha più senso e chances di sostenibilità rispetto al farlo in situazioni in cui il livello di povertà è estremo. Inoltre si può fare Microfinanza privilegiando strategicamente alcune categorie di attori come destinatari, selezionati sulla base del livello di esclusione (le comunità rurali o le fasce più povere della popolazione urbana) e del potenziale di moltiplicazione dell'impatto sociale (per esempio le donne): in ogni caso, l'esito non è scontato e le possibilità di successo, sia in termini di qualità dell'impatto che di sostenibilità, dipendono da un numero di variabili da tenere in considerazione.

Un tavolo di lavoro, di confronto tra i diversi soggetti che lavorano in questo ambito, è uno strumento importante per identificare punti di riferimento condivisi e non ricominciare sempre da zero. Ovvio? Forse, e invece tutti ricominciano proprio da lì. Pensando che la microfinanza sia semplice, ma non lo è: è uno strumento potente, che va a modificare equilibri così delicati, che se già dall’inizio non si è pensato ad un piano d’azione sostenibile, si rischia di fare danni pensando di portare contributi.

La rete italiana di microfinanza

RITMI, La Rete Italiana di Microfinanza

Con uno dei maggiori tassi di esclusione finanziaria dell’Occidente, il 25% secondo l’ultimo rapporto della Banca Mondiale, in Italia il microcredito raggiunge appena 8 mila persone. Di fronte a questa sproporzione otto organizzazioni italiane del settore hanno deciso di dare vita a RITMI, la Rete italiana di microfinanza. Tra le priorità di azione, oltre al credito ai non bancabili, c’è anche il tema del sovraindebitamento delle famiglie e della crisi dei mutui.

Soci fondatori di RITMI sono organismi storici della finanza etica italiana come le Mag di Verona e Milano, organizzazioni nate negli anni duemila come Micro.bo di Bologna, Microfinanza srl, Microprogress, Permicro di Torino, fondazioni che operano contro l’esclusione finanziaria, come don Mario Operti di Torino e Santa Maria del Soccorso di Genova.

Che cosa è la microfinanza

Si intende per microfinanza, l’offerta di prodotti e servizi finanziari a clienti che per la loro condizione economico sociale hanno difficoltà di accesso al settore finanziario tradizionale.

La microfinanza aiuta le persone che vivono in povertà ad aumentare il loro reddito, creare imprese sostenibili, migliorare le loro condizioni di vita e dei loro cari.
E’ importante considerare la microfinanza (o finanza inclusiva) come uno strumento, che permette alle persone povere, generalmente escluse dai sistemi finanziari formali, di accedere al credito, al risparmio e ad altri prodotti finanziari.


Piu' che di “diritto al credito”, si può parlare di diritto allo sviluppo e di diritto all’iniziativa economica, la quale deve poter essere equamente accessibile a tutti. Nel contempo, per essere davvero equa e sostenibile, l’iniziativa economica non può essere a priori garantita nel risultato, ma deve avvenire sulla base di impegni precisi da parte di chi accede a un credito.