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La nuova legge sul credito sociale, che va a modificare il testo approvato dal Consiglio regionale nel 2009, ci pare una buona legge. E' stata il frutto di un intenso lavoro di confronto svolto in quinta commissione che ha visto il coinvolgimento di tutti i gruppi consiliari. 

Rispetto alla legge 52 del 2009, su cui il gruppo ALPE si era all'epoca motivatamente astenuto, introduce alcune innovazioni relativamente alle criticità che avevamo contribuito a sollevare.

Se la finalità della legge rimane la stessa, ovvero di dare alle persone prive di possibilità economiche l'occasione per ottenere crediti e superare condizioni di momentanea difficoltà, evitando loro di scivolare in una situazione di bisogno permanente, si è voluto ampliare il numero di soggetti coinvolti.

Sono infatti implicati sia attori pubblici che privati e il volontariato, in particolare attraverso l'opera di volontari specializzati, esperti di finanziamenti che gratuitamente mettono a disposizione le proprie competenze, favorendo una utile sinergia tra le differenti iniziative di solidarietà e semplificando il percorso di accesso al credito.

Durante il periodo di sperimentazione della precedente legge si è riscontrato infatti, confermando le forti perplessità da noi espresse nel 2009, che vi fossero troppe rigidità legate al fatto che l'erogazione degli aiuti era affidata a Finaosta, soggetto strettamente sottoposto alle regole bancarie.

La nuova legge prevede invece che il prestito sociale d'onore sia gestito direttamente dalle strutture politiche sociali, mentre il microcredito sarà affidato ad un soggetto esterno che operi senza fini di lucro in settori di utilità sociale.

Inoltre, sia il prestito d'onore che il microcredito potranno essere restituiti in ore di lavoro, mettendo i beneficiari nella condizione di tenere fede ai loro impegni, responsabilizzandoli e salvaguardando maggiormente la dignità personale.

Infine, la legge introduce nuove forme di solidarietà sociale, quali la banca del tempo, la redistribuzione delle eccedenze alimentari e il recupero di beni e materiali riciclabili.

Un provvedimento, insomma, che cerca di dare risposte alternative al pur necessario assistenzialismo, coinvolgendo maggiormente i cittadini e che ci auguriamo possa portare i risultati sperati.

Fonte: AostaCronaca

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