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Microcredito: 3 mln Cofiter per nascita piccole attività

Il futuro dell’Emilia Romagna è nella piccola impresa e nel micro credito. Almeno secondo Cofiter (Confidi Terziario Emilia Romagna), che con oltre 30mila soci, ambiti di intervento che vanno dal turismo all’agricoltura, una collaborazione consolidata con le reti di ConfCommercio e Confesercenti, per il 2015 intende portare a completo ‘regime’ un’operazione ad hoc: 3 milioni di euro, frutto di un accordo recentemente siglato con il Fei (Fondo Europeo per gli investimenti), per favorire la nascita di piccole attività: da un’agenzia di consulenza web a un centro estetico, da una gastronomia a una moderna merceria.

Microcredito alle imprese toscane

Sono 5 i milioni di euro che vanno a costituire il fondo per le imprese colpite da calamità naturali. Con questa linea di microcredito verranno erogati prestiti agevolati a tasso zero a favore delle imprese danneggiate da calamità naturali che si trovano nei territori individuati dalla giunta della regione Toscana e per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.

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Microcredito per le imprese irpine: riapre il bando

Riaperto il bando per il Microcredito promosso dalla Camera di Commercio di Avellino. La domanda può essere trasmessa a partire dal 19 gennaio 2015, il bando è "a sportello" per cui resterà aperto fino a esaurimento delle risorse. La misura prevede un'agevolazione nella concessione di una garanzia, a costo zero, sul microcredito concesso ai richiedenti.

Il microcredito sociale scommette sulle famiglie: oltre un milione di prestiti

La storia del microcredito sembra un po’ un paradosso, ma d’altra parte è lo stesso Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank e premio Nobel della pace nel 2006, ad affermarlo: «Quando oggi qualcuno mi chiede come mi sono venute tutte quelle idee innovative… io rispondo che abbiamo guardato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario».
Eppure ribaltare totalmente il punto di vista e scommettere sulla responsabilità solidale di chi è bollato come «non bancabile», cioè che non può usufruire di mutui o prestiti dalle istituzioni bancarie perché a basso reddito, è stata una rivoluzione che ha cambiato la vita di almeno cento milioni di persone, secondo i dati del 2009. Il paradosso sta nel fatto che nonostante la non bancabilità di chi usufruisce del microcredito, i tassi di restituzione sono altissimi. L’idea infatti di offrire un’opportunità per uscire da una situazione di crisi e di sapere che altri non potranno avere accesso alla stessa possibilità finché il prestito non viene restituito, genera un circolo virtuoso dove dignità e fiducia riacquistano un senso.

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