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RITMI. Notizie

Selezioni per EaSI TA

In Settembre è prevista una ulteriore finestra temporale per presentare la propria candidatura in qualità di esperti tecnici contestualmente al Programma EaSI TA.

Le aree di esperienza richieste alle figure ricercate sono le seguenti:


. Rafforzamento strategico e sviluppo reti territoriali
. Business Planning   
. Sviluppo prodotti finanziari   
. Sistema di Informazione e Gestione   
. Assistenza legale   
. Gestione del rischio   
. Gestione Performance sociale   
. Sviluppo servizi di orientamento e accompagnamento   
. Educazione Finanziaria

Gli aggiornamenti rispetto le procedure e tempistiche esatte verranno comunicate sullo stesso sito ritmi.org

 

Intervista a Giampietro Pizzo , Presidente della Rete Italiana Microfinanza

 

«Un settore da incentivare»

Giampietro Pizzo, presidente di Ritmi (Rete italiana di microfinanza), lancia da Venezia una proposta consapevolmente provocatoria ma realistica: «Chiediamo a chi fa sul serio sul microcredito di prendere un impegno».

Guardando all’Europa, com’è messa l’Italia del microcredito?

Abbiamo una qualità di proposte e di professionalità non certo trascurabile. E anche la possibilità di proporre un nostro modello, con forti caratteristiche di territorialità. Ma abbiamo bisogno di fare un salto di qualità.

Su cosa è necessario migliorare?

Sull’intensità del lavoro sul microcredito, anche perché le dimensioni che il fenomeno dell’esclusione finanziaria ha da noi sono ben maggiori rispetto ad altri Paesi europei. Ci sono una serie di nodi: uno è il ruolo delle banche. E qui aiuta molto che una realtà come Banca Etica decida di essere più determinata nella sua strategia sul microcredito. Poi c’è la questione delle risorse, specie quelle necessarie per i servizi non finanziari: le nostre istituzioni di microfinanza fati-cano moltissimo anche solo a costruire ipotesi di lavoro con le Regioni per accedere ai fondi strutturali europei disponibili. Servirebbe anche fare un po’ d’ordine sulla qualità dei fornitori di servizi non finanziari, ad esempio tramite un sistema di rating. E poi occorre interrogarsi non solo su come si può creare ma anche su come si distrugge il capitale di educazione finanziaria: occorre educare anche le istituzioni finanziarie a comprendere le esigenze delle persone, specie in relazione a determinate popolazioni come per esempio i migranti.

Qual è la sua proposta?

In Nepal, la Banca centrale ha detto alle banche commerciali che il 5% dei loro portafogli doveva riguardare attività legate alle energie rinnovabili. Allora io dico: a banche e istituzioni finanziarie che hanno attenzione e sono disposte a lavorare sul microcredito, chiediamo di sottoscrivere un impegno a costruire un portafoglio dedicato ad attività e progetti di microfinanza veri, cioè con servizi non finanziari inclusi. Indicando la percentuale precisa del portafoglio che intendono dedicarvi.

Andrea Di Turi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pizzo, presidente di Ritmi: «Sarebbe opportuno sottoscrivere un impegno per costruire un portafoglio per le attività e i progetti di microfinanza veri»

Giampietro Pizzo

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Microfinanza, l’appello all’Europa con la Venice declaration di Marco Ferrando

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Microfinanza, l’appello all’Europa con la Venice declaration
di Marco Ferrando

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I numeri sono ancora piccoli, ma crescono (pure in Italia). Ma soprattutto non sono più un’ossessione: per la microfinanza, microcredito in testa, è giunto il momento di accreditarsi dal punto di vista qualitativo prima ancora che quantitativo. Rivendicando una diversità di cui l’Europa del credito, un cantiere a cielo aperto, ha disperatamente bisogno se non vuole lasciarsi indietro un pezzo importante della società. C’è questo dietro alla Dichiarazione di Venezia firmata oggi al termine della Conferenza annuale di Emn, la Rete europea della microfinanza. Location suggestiva e per certi aspetti simbolica per il simposio che ha radunato oltre 300 delegati - mai così tanti - da tutta Europa: un'isola, San Servolo, in passato ospedale psichiatrico. L’esatto opposto di quello di cui ha bisogno la microfinanza: uscire dall’isolamento e raggiungere una dimensione di normalità che consenta di farsi largo nel cuore e nel budget delle istituzioni e della società.

 

Se uno dei pericoli che corre oggi l'Europa è quello delle crescenti diseguaglianze, il credito e il microcredito in particolare «possono diventare un strumento di democrazia», ha ricordato stamattina la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Con il suo impatto sociale, la microfinanza è inclusiva per definizione». Ecco il punto, peraltro al centro della Venice declaration: rivendicare il ruolo sociale del microcredito, che in quanto agente inclusivo «merita uno spazio e un’attenzione particolari nel processo di riforma della disciplina bancaria europea», ha sottolineato Silvia Costa, che da europarlamentare intende rilanciare la sfida con i colleghi di Strasburgo, dove dal 2009 è attivo con un comitato intergruppo dedicato proprio al tema della finanza sociale. Un’iniziativa che si è mossa in parallelo ai programmi della Commissione e a quelli della Banca europea degli investimenti, che finora ha contribuito all’erogazione di un miliardo di micro-prestiti: il 90% è degli ultimi 10 anni anni.


Pezzi sparsi che è ora di mettere insieme, chiedono gli attori della microfinanza europea, un ecosistema variegato che al suo interno - con la Venice declaration - offre un’inedita prova di sintesi. Con un punto di partenza importante: l’educazione finanziaria, che vista dal punto di osservazione della microfinanza assume una connotazione particolare, più vicina all'economia reale e ai suoi bisogni che alla finanza pura e ai suoi eccessi.

I numeri, si diceva, non sono più un’ossessione. Ma non fa male sapere che quelli raccolti dall'Emn, i più completi e freschi sulla piazza, parlano di un quadro in crescita: 2,5 miliardi di crediti in essere in Europa a fine 2015 (il 15% in più del 2014) su 747mila clienti (+13%); l’erogato 2015 è di 1,5 miliardi (+16%), per oltre mezzo milione di pratiche concesse, di cui 220mila legate ad attività imprenditoriali e 332mila a prestiti personali. E qui vale la pena di andare più a fondo: nel primo caso la taglia media è di 7.947 euro, la durata residua di 41 mesi a il tasso di interesse del 10,7%; per i prestiti personali invece la dimensione scende a 1.700 euro e la durata a 30 mesi, mentre il tasso sale al 19%. Numeri che bastano a comprendere la diversità strutturale che separa il microcredito dal credito tradizionale, ai quali va aggiunto l’impatto sociale: il 23% dei soggetti finanziati nel 2015 era disoccupato prima di ricevere il credito.

E l’Italia? Dalla sua, tra i pochi in Europa, ha una legge ad hoc sul microcredito, fresca del 2016, come hanno ricordato il vice ministro Pier Paolo Baretta e il sottosegretario Luigi Bobba, principali promotori. Sulle cifre, c’è più incertezza: le stime oscillano tra i 100 e i 300 milioni di finanziato, somme ancora modeste a fronte di potenzialità enormi, che corrispondono a quel «25% di popolazione che oggi in Italia non è considerato bancabile», fa notare Giampietro Pizzo, presidente di Ritmi, la Rete italiana della microfinanza. «Il problema è che si tratta di una fascia di persone che oggi non è neanche mappata, di cui non disponiamo delle informazioni minime non solo per finanziarle ma anche per sostenerle e integrarle», osserva ancora: un motivo in più per sperimentare un approccio diverso e allargato, magari a livello terrioriale, e per superare la dimensione meramente (micro)finanziaria.

23 GIUGNO 2017

Banca Etica, Ritmi e PerMicro promuovono l’assemblea annuale dello European Microfinance Network (EMN) – Venezia 22 e 23 giugno 2017 (2)

Banca Etica, Ritmi e PerMicro promuovono l’assemblea annuale dello European Microfinance Network (EMN) – Venezia 22 e 23 giugno 2017

Tra i temi in agenda la lotta all’esclusione finanziaria e l’importanza
dell’Educazione Finanziaria in Europa

Banca Etica, RITMI e PerMicro – pionieri e attori principali del microcredito in Italia – promuovono l’assemblea annuale dello European Microfinance Network (EMN) che si svolge a Venezia, sull’isola di San Servolo, i prossimi 23 e 24 Giugno 2017.

EMN è una rete di 94 organizzazioni (tra cui 11 italiane) attive in 26 Paesi nel settore del microcredito e della microfinanza. La sua mission è quella di favorire l’accesso universale ai servizi finanziari di base e ai servizi di supporto complementari, per costruire una finanza che risponda ai bisogni reali della società, capace di offrire alle persone gli strumenti per sviluppare i propri talenti e dare un apporto positivo alla collettività e a una crescita sostenibile.

Numeri e potenzialità del microcredito in Europa

Secondo il rapporto “Microfinance in Europe, a survey on EMN-MFC members” nel 2015 le organizzazioni aderenti a EMN hanno erogato micro-finanziamenti per un totale di 2,5 miliardi € a favore di 747.000 soggetti (+15% rispetto al 2014). Di questi, il 71% sono stati microfinanziamenti destinati all’avvio di piccole imprese e all’autoimpiego; il restante 29% sono stati finanziamenti per scopi personali. I micro-finanziamenti a scopo imprenditoriale hanno avuto un importo medio di circa 8mila euro; quelli a scopo personale di circa 1.700 euro.

I dati 2016 , di prossima pubblicazione, confermano una crescita a due cifre del settore che vanta un tasso d’insolvenza appena dell’1%.

Il programma e gli ospiti

Durante i due giorni di incontri, nella suggestiva cornice dell’isola di San Servolo, interverranno tra gli altri:

  • Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati
  • Pierpaolo Baretta, viceministro all’Economia e alle Finanze
  • Ugo Biggeri, presidente del Gruppo Banca Etica
  • Luigi Bobba, viceministro per il Lavoro e le Politiche Sociali
  • Ann Branch, responsabile Direzione Generale per il Lavoro della Commissione Europea (DG Employment)
  • Silvia Costa, parlamentare europea
  • Ambroise Fayolle, vice-presidente della Banca Europea degli Investimenti (BEI)
  • Andrea Limone, amministratore delegato di PerMicro
  • Giampietro Pizzo, presidente di Ritmi
  • Pietro Sebastiani, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri

Il programma completo è disponibile qui: http://www.emnconference.org/index.php/programme-2017

Banca Etica si occupa di microcredito per l’inclusione sociale sin dalla nascita ed è sempre stata in prima linea sia per le erogazioni sia per le attività di sensibilizzazione che – in collaborazione con gli altri soggetti attivi in questo campo – hanno portato nel 2010 all’introduzione per la prima volta di una normativa sul microcredito nell’ordinamento italiano. Dal 2001 Banca Etica ha sostenuto in Italia più di 3.400 progetti di microfinanza, per un totale di 23,6 milioni di euro erogati. Per noi l’assemblea di Venezia è un’occasione importante per rafforzare il network europeo di istituzioni che lavorano sul microcredito e per dare voce alla campagna per il riconoscimento della Finanza Etica in Europa”, dice il presidente di Banca Etica e di Etica Sgr, Ugo Biggeri.

La Rete Italiana Microfinanza (RITMI) è un’organizzazione senza fini di lucro composta da 22 Istituzioni (9 delle quali localizzate nel Mezzogiorno) di varia natura: conta infatti trai suoi membri Fondazioni, Associazioni, Art.111 e Art.106, Cooperative, Confidi, erogatori di servizi non-finanziari e una Banca. RITMI promuove il valore dell’inclusione finanziaria e sociale di soggetti vulnerabili. Offre servizi finanziari e non-finanziari per cui offre assistenza tecnica, sostiene la creazione di nuova imprenditorialità e occupazione, si batte per la definizione di un nuovo contesto giuridico in Italia per il settore della microfinanza e soprattutto investe particolare impegno nelle iniziative di educazione finanziaria, suo valore fondamentale insieme al Microcredito.

“Il tema della conferenza EMN di Venezia è quest’anno l’educazione finanziaria. Questa scelta non è casuale: all’origine dell’esclusione finanziaria delle persone vi è spesso una difficoltà a gestire consapevolmente le proprie le risorse e a ottenere risposte adeguate dalle istituzioni finanziarie a cui si rivolgono. Dobbiamo lavorare in rete – con operatori e istituzioni pubbliche – per accrescere le capacità finanziarie delle persone offrendo così  un contributo determinante per assicurare a tutti – giovani, donne, over 50, migranti e rifugiati –  un’autentica prospettiva di cittadinanza economica”,dice il Presidente di RITMI, Giampietro Pizzo.

PerMicro è la prima società italiana specializzata nell’erogazione di crediti e microcrediti, operante su tutto il territorio nazionale attraverso 14 filiali. Offre i suoi servizi ai cittadini italiani e migranti che vogliono avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale, oltre che alle famiglie con particolari bisogni finanziari legati a casa, salute, formazione. PerMicro ha concesso fino ad oggi 15.894 microcrediti, per un totale erogato di 109.941.384 euro, di cui 2.464 microcrediti all’impresa e 13.430 microcrediti alla famiglia.

“La conferenza europea – afferma l’amministratore delegato di PerMicro, Andrea Limone è un momento prezioso per raccontarci e raccontare la forza del microcredito, che dà opportunità e crea lavoro. Quest’anno a Venezia parleremo soprattutto di educazione finanziaria: come la conoscenza può rendere l’individuo libero e protagonista del proprio futuro…potevamo mancare? PerMicro è orgogliosa di essere partner e sponsor!”.