Misurare l’impatto del microcredito: migliorare decisioni, prodotti e strategie
Dal workshop SIFTA di Vicenza, strumenti, dati ed esperienze europee per rafforzare il settore e orientare scelte più efficaci
Categoria: Microcredito, News
Pubblicato il: 14 Lug 2026
L’8 luglio 2026 si è svolto a Vicenza il workshop “Misurare l’impatto del microcredito: strumenti europei e iniziative pilota per il settore”, organizzato da RITMI e promosso dal Microfinance Centre nell’ambito del programma SIFTA.
L’incontro ha approfondito un tema sempre più centrale per gli operatori di microcredito: capire quali cambiamenti producono realmente i servizi offerti e utilizzare queste informazioni per migliorare decisioni, prodotti e strategie.
Giampietro Pizzo, Presidente di RITMI, ha evidenziato come la misurazione dell’impatto non debba essere considerata soltanto un obbligo di rendicontazione. Può diventare una vera leva di governance, utile per verificare la coerenza tra missione sociale, attività e risultati.
Davide Castellani, consulente indipendente in finanza inclusiva e Professore associato all’Università di Bergamo, ha presentato il Social Impact Measurement Toolkit della CEB, uno strumento gratuito e operativo sviluppato per accompagnare le organizzazioni europee lungo tutto il percorso di misurazione: dalla Teoria del Cambiamento alla scelta degli indicatori, fino all’analisi e all’utilizzo dei dati.
Il toolkit è stato testato con 18 istituzioni di microfinanza in 10 Paesi europei. L’esperienza ha mostrato che molte organizzazioni dispongono già di informazioni utili, raccolte attraverso istruttorie, colloqui, sistemi gestionali e visite di monitoraggio, ma spesso non le utilizzano in modo strutturato.
Durante il workshop, i partecipanti hanno lavorato sulla Teoria del Cambiamento, definendo con maggiore precisione chi sono i clienti, quali barriere affrontano, quali servizi ricevono e quali risultati ci si attende nel tempo.
Un altro tema centrale ha riguardato la scelta degli indicatori. I due speakers hanno sottolineato che non serve raccogliere grandi quantità di dati, ma selezionare pochi indicatori significativi, ben definiti e collegati agli obiettivi dell’organizzazione.
La giornata si è conclusa con una riflessione sull’uso dei dati. Le informazioni non dovrebbero servire soltanto per rispondere alle richieste di finanziatori e istituzioni, ma anche per capire cosa funziona, per quali clienti e come migliorare l’offerta.
In sintesi: valorizzare i dati già disponibili, chiarire il cambiamento che si vuole generare e costruire gradualmente un sistema di misurazione sostenibile e utile alle decisioni.
















