Fondo antiusura: la riforma MEF rafforza l’accesso al credito e apre nuove prospettive per il microcredito

Ampliato e semplificato accesso al credito per famiglie e PMI a rischio

Categoria: Accesso al credito, Microcredito, News
Pubblicato il: 25 Giu 2026

La riforma del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura introduce strumenti più ampi, regole operative semplificate e un ruolo più esplicito per il microcredito. Una novità rilevante per famiglie, microimprese e PMI che trovandosi in temporanea difficoltà finanziaria, possono essere accompagnate verso canali legali, sostenibili e responsabili di accesso al credito.

Dal 15 giugno 2026 è operativa la riforma del Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze per la prevenzione del fenomeno dell’usura. Si tratta di un intervento che aggiorna uno strumento istituito dall’articolo 15 della Legge n. 108 del 1996 e che, in trent’anni di attività, ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese in condizioni di temporanea difficoltà.

Per il mondo della microfinanza, la novità più significativa è l’inclusione esplicita del microcredito tra le operazioni ammissibili. Questo passaggio riconosce il valore del microcredito non solo come strumento di finanziamento di piccolo importo, ma come leva di prevenzione dell’esclusione finanziaria e, di conseguenza, del rischio di ricorso a circuiti illegali.

Disposizione operative – MEF

Un Fondo più vicino ai bisogni reali di famiglie e imprese

Il Fondo antiusura interviene a favore di due categorie principali di beneficiari: le famiglie che incontrano difficoltà nell’accesso al credito e le PMI che si trovano in situazioni di elevato rischio finanziario. Le famiglie accedono agli interventi tramite Fondazioni e Associazioni antiusura; le imprese tramite i Confidi.

La riforma amplia il perimetro operativo del Fondo e introduce una maggiore articolazione degli strumenti disponibili. Accanto alle garanzie sui finanziamenti, viene rafforzata la possibilità per i Confidi di erogare direttamente credito alle micro, piccole e medie imprese, fino a un importo massimo di 40.000 euro per singola operazione. Si tratta di un elemento rilevante, soprattutto per le imprese più piccole, che spesso incontrano difficoltà nell’interlocuzione con il sistema bancario tradizionale.

Il nuovo assetto prevede inoltre l’apertura a soggetti finanziatori ulteriori rispetto alle banche, includendo intermediari finanziari e operatori di microcredito. Questo amplia il potenziale ecosistema di intervento e crea le condizioni per una maggiore prossimità ai territori, alle persone e alle microimprese.
Elenco enti gestori del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura.

Il microcredito come presidio di legalità economica

L’inserimento del microcredito nel quadro operativo del Fondo antiusura permette di intercettare una fascia di beneficiari spesso collocata in una zona grigia: soggetti che non sono necessariamente insolventi, ma che non riescono ad accedere al credito ordinario a causa di fragilità reddituali, assenza di garanzie, discontinuità lavorativa, dimensione ridotta dell’attività economica o eventi temporanei di crisi.

In questi casi, la mancanza di credito legale può trasformarsi rapidamente in vulnerabilità sociale ed economica. Il microcredito, se correttamente integrato con servizi di ascolto, orientamento, educazione finanziaria e accompagnamento, può rappresentare una risposta preventiva: non interviene solo sul bisogno immediato di liquidità, ma aiuta la persona o l’impresa a ricostruire una relazione sostenibile con il sistema finanziario.

Leggi il comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanza.

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