Microfinanza e sviluppo locale nei Balcani: una prospettiva euro-mediterranea

Uno sguardo dalla Conferenza Annuale del Microfinance Centre

Categoria: Inclusione finanziaria e Europa, Microcredito, Microfinanza, News, Progetto in evidenza
Pubblicato il: 27 Mag 2026

Nei Balcani occidentali la microfinanza sta ampliando il proprio raggio d’azione. Nata come strumento di inclusione finanziaria per persone e imprese escluse dal credito tradizionale, oggi è chiamata a misurarsi con una sfida più ampia: sostenere lo sviluppo locale, accompagnare la crescita delle micro e piccole imprese e contribuire al percorso di integrazione europea della regione.

È da questa premessa che si è sviluppato il confronto sul Balkans–Mediterranean Corridor: Capital, Cooperation & Capacity in Transition, moderato da Giampietro Pizzo, Presidente di RITMI – Rete Italiana di Microfinanza, nell’ambito della Conferenza Annuale del Microfinance Center (MFC), che ha visto la partecipazione di:

Mirjona Sadiku – European Commission, DG ENEST;
Svetlana Roganović – VisionFund International;
Lucia Bonelli – Cassa Depositi e Prestiti, Italy;
Esad Uzunić – EKI Sarajevo;
Albana Pelinku – ABI Bank / NOA Albania;
Petru Dulgheru – REDI Fund.

Al centro del dibattito, una questione concreta: come sostenere le imprese che si collocano a metà strada tra il microcredito e il credito bancario? Sono attività spesso dinamiche, con potenziale di crescita, ma ancora prive di garanzie adeguate, bilanci strutturati o una storia creditizia sufficiente per accedere ai canali finanziari ordinari. È il cosiddetto missing middle, uno spazio oggi decisivo per lo sviluppo economico dei territori.

Per le istituzioni di microfinanza, questa evoluzione apre nuove opportunità, ma richiede anche un salto di qualità. Servono maggiore capacità operativa, strumenti più solidi di valutazione del rischio e competenze interne adeguate per seguire imprese più strutturate. Non si tratta soltanto di aumentare l’offerta di credito, ma di accompagnare percorsi di crescita e formalizzazione imprenditoriale.

In questo quadro, l’Unione europea può svolgere un ruolo determinante. Garanzie, partenariati tra istituzioni pubbliche e investitori privati e programmi di rafforzamento istituzionale possono favorire l’attrazione di nuovi investitori e di agenzie di sviluppo, contribuendo a una maggiore integrazione economica regionale e transregionale.

La cooperazione tra gli attori dello sviluppo locale resta una condizione essenziale. Questo processo richiede il coinvolgimento attivo delle istituzioni pubbliche, a livello locale ed europeo, chiamate a favorire il dialogo e a creare le condizioni per partenariati efficaci. Le MFI portano in questo ecosistema la conoscenza diretta dei territori, delle comunità e dei bisogni dei clienti; banche e investitori possono invece mettere a disposizione capitali, strumenti finanziari di garanzia e capacità di scala. Da questa complementarità possono nascere modelli in grado di ridurre il divario tra microcredito e credito bancario, offrendo risposte più su misura per le imprese in crescita.

Un ecosistema più solido e coordinato può inoltre contribuire ad affrontare uno dei nodi più complessi dell’area: l’informalità. Senza incentivi alla registrazione delle imprese, semplificazioni amministrative e quadri regolatori favorevoli, molte attività economiche continueranno a restare ai margini dei circuiti finanziari formali, con effetti negativi non solo per i singoli imprenditori, ma per interi territori.

Inclusione finanziaria e reti economiche regionali

L’esperienza del fondo REDI – Roma Entrepreneurship Development Initiative mostra il potenziale di un approccio molto specifico. Attraverso il sostegno a imprenditori e startup della comunità rom e il lavoro diretto con le comunità locali, la finanza può diventare uno strumento di inclusione economica, creazione di reti transnazionali e valorizzazione di energie imprenditoriali spesso escluse dai mercati tradizionali.

Il corridoio Balcani–Mediterraneo rappresenta quindi non solo uno spazio geografico, ma anche un terreno di cooperazione strategica e di sviluppo. In questa prospettiva, RITMI conferma il proprio impegno nel promuovere il dialogo tra microfinanza, sviluppo locale e integrazione europea.

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